DA DOVE NASCE L’ISPIRAZIONE?
Spesso mi sono sentita rivolgere questa domanda e non sempre sono stata in grado di rispondere.
L’argomento merita dunque qualche riflessione.
Ogni creativo, quale che sia l’ambito nel quale si trova ad agire, ha istintivamente e razionalmente bisogno di individuare le proprie fonti di ispirazione.
L’istinto iniziale ci fa avvicinare a quegli argomenti, soggetti, suggestioni che più ci attraggono o che semplicemente sentiamo come più familiari. La ragione ci fa scegliere fra tutti questi elementi solo quelli che possiamo tradurre in vere e proprie opere, oggetti finiti.
Non avendo la necessità di cambiare spesso tema d’ispirazione è successo che negli anni io sia riuscita ad individuare delle macro-aree, dei temi principali attorno ai quali costruire i miei racconti, che si rinnovano di progetto in progetto, di oggetto in oggetto.
GHIACCIO – FOGLIE – STELI – INCROSTAZIONI – COSTELLAZIONI
Tutti elementi legati al mondo della Natura, enorme bacino al quale attingere, infinito e mai banale, emozionante ed in qualche modo anche salvifico.
Il rischio di effettuare una trasposizione meccanica di ciò che si osserva esiste ma a fare la differenza è sempre il filtro, il tocco, il nostro personale sguardo.
Quando durante gli anni di formazione allo IED ci veniva assegnato un tema al quale ispirarci (lo stesso per tutti) gli elaborati finali erano venti differenti declinazioni, venti mondi pieni del vissuto di ciascuno di noi. Ho capito molto di più delle persone che avevo accanto attraverso la loro interpretazione di un tema d’ispirazione che non parlando con loro per ore.
E allora la scelta dei temi d’ispirazione e di come interpretarli si fa narrazione, metafora, urlo o carezza. Con la forza, la potenza e la ricchezza che solo un linguaggio non verbale può avere e che un “oggetto” invece più efficacemente racchiude e restituisce.
